Finchè essa dura, voi stessi siete musica.
T.S. Eliot

mercoledì 8 dicembre 2010

Musica per l'Immacolata: Maria durch ein Dornwald ging

L'avevo postato lo scorso anno, ma lo riprendo perchè è uno dei canti natalizi che amo di più: la melodia è splendida, il testo anche di più, con la meravigliosa immagine della foresta di querce che genera rose laddove la Vergine partorisce suo figlio.



Maria durch ein Dornwald ging, Kyrie eleison.

Maria durch ein Dornwald ging, der hat in sieben Jahr kein Laub getragen.

Jesus und Maria.


Was trug Maria unter ihrem Herzen? Kyrie eleison.

Ein kleines Kindlein ohne Schmerzen, das trug Maria unter ihrem Herzen.

Jesus und Maria.


Da haben die Dornen Rosen getragen. Kyrie eleison.

Als das kindlein durch den Wald getragen, da haben die Dornen Rosen getragen.

Jesus und Maria.


Maria va per una foresta di querce, Kyrie Eleison.

Maria va per una foresta di querce che per sette anni non aveva generato una foglia.

Gesù e Maria.


Che cosa porta Maria sotto il suo cuore? Kyrie Eleison.

Maria porta un piccolo bimbo senza dolori. Lo stringe sotto il suo cuore.

Gesù e Maria.


Là le querce hanno generato rose. Kyrie Eleison.

Quando ha generato il piccino nella foresta, là le querce han generato rose.

Gesù e Maria.


*

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono Marco con più capelli bianchi che neri, felicemente sposato da più di 30 anni e con una famiglia grande
Non amo e non capisco (per ignoranza pregressa) la tua musica, l'unica cosa che mi sovviene pensando all'arpa sono i vecchi intervalli televisivi.
Raramente (perchè il computer a casa è spesso impegnato) e goffamente navigo; ma facendo una ricerca precisa sono entrato nel tuo sito e leggendoti ho scoperto alcune affinità.

Sono reggiano ma lavoro a Parma da 25 anni, e come tutti coloro che l'hanno vissuta (laureata al conservatorio?) la amo profondamente.
Ho visto Parma in tutte le ore e in tutte le stagioni, dalla sommità dei suoi tetti al profondo di cantine-cunicolo inquietanti.
Amo anche i parmigiani, signori strafottenti (mia moglie da ragazza ha vissuto a Parma) e li capisco fino al punto di condividere il detto "reggiano testaquadra".

Ma ciò che ha aperto una porta del mio passato sono state le tue memorie di Viadana.

Ero ragazzo quando andai al Benozzi (collegio di studenti) e con il timore dei novizi salii i tre gradoni prima del portone, poi altri 7/8 gradini e difronte la luminosa scala dell'Ettore Sanfelice.
Forse era il 72 e non sapevo di iniziare 5 stupendi anni vissuti a scuola, in collegio ,e a Viadana, grossa per essere paese ma troppo piccola per essere città.
Anni di grandi progetti ciclostilati di notte e distribuiti a mattina, sui soloiti gradoni; anni di grandi amicizie in collegio e coi viadanesi, carattere mite mai banali disposti al confronto personale...piuttosto che pubblico.

Ma scusa stò aprofittando della tua disponibilità e si è fatto un po' tardi....grazie e ciao Marco

Anonimo ha detto...

E' un bellisimo modo, questo, di accostarsi al Santo Natale.
D'altra parte, niente meglio della musica può esprimere con efficacia la complessità dei sentimenti umani... Complimenti