Finchè essa dura, voi stessi siete musica.
T.S. Eliot

mercoledì 8 settembre 2010

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Quanto è trascorsa rapida questa estate. Se faccio un breve brainstorming le parole che la evocano meglio sono

MATTEO
LOSANNA
CASA
IKEA
LAGO
ARPA
SCUOLA

Dico MATTEO, perchè l'estate è l'unico momento in cui possiamo condividere un mese tutto per noi. Quattro settimane in dodici mesi. E' terribilmente dura, ma si può fare.
Quest'estate, per la prima volta, ho seguito Matteo a un suo convegno, a LOSANNA. E' stato bellissimo ritrovarci a sera e scambiarci le nostre esperienze della giornata: lui alle prese con mille molecole, io a spasso per la città, ascoltando il dolce accento del francese locale e visitando musei e parchi. E, per inciso, adoro la Svizzera. Non toccatemi questa nazione. Per me rapresenta tutto ciò che in Italia manca, in primis la correttezza, il senso della nazione, la civiltà. Vivere lì mi piacerebbe.

Tornati a CASA, ci abbiamo dato dentro per completare il trasloco e arredarla per quel tanto che le potesse conferire l'aspetto di una dimora per umani. Insomma, i cartoni fanno tanto bohéme, ma non ti ci puoi sedere sopra a vita...
Così ci siamo appellati a santa IKEA, che abbiamo visitato con una frequenza anche trisettimanale, noleggiando anche il furgoncino con l'alce di pelouche per portarci a casa quanto umanamente non poteva stare sulla Yaris per la legge dell'impenetrabilità dei corpi. Matteo ha montato tutto con la precisione propria di un ingeniere suo pari e ha fatto un lavoro meraviglioso. Una faticaccia immane. Però vededamo la nostra casa prendere corpo giorno dopo giorno, e abbiamo cominciato a sentirla nostra, ad apprezzarla per tutto ciò che di bello ci può dare. In particolare, la vista del LAGO, che è semplicemente stupendo, per la sua "quieta grandezza", per la sua presenza immensa che quasi ti rassicura, per i suoi colori cangianti che non finiscono di stupirti in ogni stagione.

In casa stiamo ancora cercando una collocazione stabile per molti oggetti. Passi le ore per cercare il posto ideale per una poltrona, un tavolino, un tappeto, una pianta... Non parliamo dell'ARPA, che è ancora transumante e si contende con una poltroncina uno spazio in soggiorno o nello studio. Vedremo...
E l'arpa l'ho suonata parecchio, perchè agli inizi di settembre ho tenuto il mio primo vero concerto con questo strumento. Da sola, sul palco di un teatro, suonando e spiegando una dozzina di pezzi nell'ambito di una rassegna di musica celtica. E' andato tutto bene ed è stata una bella soddisfazione. Ho provato emozioni che stavano dentro di me sopite da anni, dal panico preconcerto alla gioia di poter condividere la musica con gli altri.

Volevo annunciare questo evento che per me ha avuto un'importanza speciale, ma non ce l'ho fatta perchè poco prima si è svolto un altro evento di importanza speciale, che ancora una volta ha impresso forti cambiamenti (e non positivi) alla mia vita lavorativa: il C-Day, il giorno delle convocazioni per la nomina annuale a SCUOLA. Il C-Day è sempre qualcosa che mette a dura prova le coronarie, ma quest'anno per molti è stato davvero un dramma, perchè a causa dei tagli del ministro Tremonti (altri li chiama "Riforma Gelmini"), le cattedre a disposizione di noi precari erano pochissime.* Tra queste, non c'era più la mia cattedra del corso serale per ragionieri, che ho occupato per due anni consecutivi. E' stato un momento molto amaro, così come è stato amaro dover salutare i miei alunni e dire che, no, non avremmo più lavorato insieme cercando di spiegare loro il perchè. Loro, come sempre, sono stati meravigliosi. Leggere i loro saluti su Facebook mi ha lasciato per sempre un dono.
Da lunedì, ancora una volta dovrò cominciare tutto da capo. Dentro di me, il pensiero malinconico di chi ho lasciato. Lunedì si ricomincia. E forse anche la malinconia sarà rapita dalla corsa di chi deve riprendere il cammino.


* Tagliare cattedre significa aumentare il numero di alunni per classe, impedire la continuità didattica, obbligare le scuole a una continua riorganizzazione delle risorse interne che inficia l'efficienza del servizio.
Quando qualcuno vi dice che gli insegnanti sono troppi, chiedetevi e chiedetegli come si trova un ragazzo in una classe di 33/35 alunni (in cui possono essere inclusi anche handicappati con gravi patologie psicomotorie) in un'aula progettata per un numero largamente inferiore di alunni. Chiedetegli anche chi sorveglia la classe quando un docente manca, dato che tutti i suoi colleghi non hanno più alcuna ora a disposizione per le supplenze.

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