Su questo blog si è parlato spesso di romanzi a tema "musicale", constatando quanto gli autori siano portati a infarcire la narrazione di stereotipi lontanissimi dalla realtà della musica.
Questo capita talvolta anche nel caso di opere assolutamente pregevoli da un punto di vista letterario, come l'intenso Stabat Mater di Tiziano Scarpa (vedi il post relativo).Segnalo invece un romanzo che nella sua freschezza e vivacità si avvicina con molto rispetto alla musica e a uno dei suoi autori più celebrati. Mi riferisco a La sorella di Mozart di Rita Charbonnier, che uscirà nei prossimi giorni in una nuova edizione, dopo la prima pubblicata nel 2006. In quell'occasione avevo avuto il piacere di presentare il romanzo al pubblico di Mantova insieme all'autrice. E' stato davvero interessante capire come è nato il suo interesse per Nannerl - la sorella di Mozart, appunto - che nelle biografie dedicate al compositore salisburghese appare come un personaggio scialbo e incolore. Rita Charbonnier provvede a colmare queste campiture prive di colore, restituendo voce a una figura da sempre relegata nel silenzio della storia.
La storia spesso ha tolto la voce alle figure femminili. Abbiamo i loro ritratti, ammiriamo la loro bellezza, ma ci sfuggono la loro anima e il loro talento. Questo è anche il caso di Nannerl, che fu pianista e compositrice di vaglia, ma della quale nessuna composizione è stata tramandata con sicurezza.
La storia spesso ha tolto la voce alle figure femminili. Abbiamo i loro ritratti, ammiriamo la loro bellezza, ma ci sfuggono la loro anima e il loro talento. Questo è anche il caso di Nannerl, che fu pianista e compositrice di vaglia, ma della quale nessuna composizione è stata tramandata con sicurezza.
La sua vicenda ci riporta al problema della creatività femminile, in particolare quella delle donne compositrici, sottoposta a pesanti vincoli sociali. Ecco quindi che difendere la propria musica significa difendere anche la propria voce di donna, creare liberamente la propria identità di artista. E se questo non può avvenire - come nel caso di Nannerl, tanto vale rinunciare alla musica per sempre: rinuncia che testimonia non l'affievolirsi di una passione, quanto la manifestazione ultima di un amore troppo grande per essere avvilito, che comunque troverà il modo di esprimersi alla fine di una vicenda tumultuosa.
C’è tanta musica nel romanzo.L’impervia Sonata di Eckard che Nannerl suona in concerto, le composizioni della stessa Nannerl, e ovviamente la musica del fratello. Pagine bellissime, come quelle sul concerto scritto per la francese Jeunehomme, che con la superficialità divistica rappresenta un perfetto contraltare di Nannerl. C’è il Flauto Magico, il Don Giovanni. E c’è la Fantasia in re minore, che per l'autrice ha un significato particolare, quasi un suggello dell’intero romanzo. Descrivere la musica per uno scrittore è un'autentica sfida. Rita Charbonnier lo fa con levità e finezza davvero mozartiane. Leggendo queste pagine si torna con la mente alla bellissima citazione di Platone posta in esergo al romanzo: "La musica è una legge morale. Essa dà l'anima all'universo, ali alla mente, volo all'immaginazione, attrazione alla tristezza e vita ad ogni cosa".
C’è tanta musica nel romanzo.L’impervia Sonata di Eckard che Nannerl suona in concerto, le composizioni della stessa Nannerl, e ovviamente la musica del fratello. Pagine bellissime, come quelle sul concerto scritto per la francese Jeunehomme, che con la superficialità divistica rappresenta un perfetto contraltare di Nannerl. C’è il Flauto Magico, il Don Giovanni. E c’è la Fantasia in re minore, che per l'autrice ha un significato particolare, quasi un suggello dell’intero romanzo. Descrivere la musica per uno scrittore è un'autentica sfida. Rita Charbonnier lo fa con levità e finezza davvero mozartiane. Leggendo queste pagine si torna con la mente alla bellissima citazione di Platone posta in esergo al romanzo: "La musica è una legge morale. Essa dà l'anima all'universo, ali alla mente, volo all'immaginazione, attrazione alla tristezza e vita ad ogni cosa".
Il book trailer de La sorella di Mozart
3 commenti:
Grazie per questo bellissimo articolo, Elena! Un abbraccio e a presto.
Cara Rita, quando ho letto della nuova edizione non ho potuto fare a meno di dedicarle un post: è sempre un piacere parlare de "La sorella di Mozart"!
cara fiordiligi,
grazie per musica che porti alla nostra attenzione. e per questa segnalazione, che fa luce su "un'anima e un talento".
mi incuriosisce anche: da profana, ascolto molte interpreti femminili ma se devo pensare a nomi importanti (direttrici d'orchestra, compositrici, strumentiste conosciute) faccio fatica a trovarne anche oggi... ci aiuti a vedere?
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